KAPSIKA

Alla scoperta del mondo piccante

di Davide Frezzato


Il piccante non è semplicemente una percezione, a volte può diventare una vera e propria passione; quasi una mania.

Mangiando un cibo “piccante” inneschiamo una percezione sensoriale che potrebbe essere descritta come “bruciore”, che non è causato da un innalzamento della temperatura. La sensazione viene provocata in modo chimico da alcune sostanze, presenti negli alimenti peccanti, che stimolano i ricettori del calore sulla cute o sulle mucose, entrandone in contatto.

Le sostanze che producono la sensazione piccante sono principalmente di quattro generi e agiscono in modo diverso:

  1. la capsicina, presente nei peperoncini

  2. la piperina, presente nei vari tipi di pepe

  3. gli isosolfocianati e gli isotiocianati, prensenti nel rafano, nel wasabi e in alcuni tipi di rape o rapanelli

  4. l’allicina, presente nell’aglio, nella cipolla, nello scalogno e in piante simili.


“Il peperone rosso piccante di sapore bruciante come il pepe”, quando ancora il peperoncino era uno sconosciuto veniva descritto con queste parole.

Il peperoncino è un frutto; il frutto di una pianta erbacea o anche arbustiva che appartiene al genere Capsicum e alla famiglia delle Solanacee. Le zone di provenienza di questo frutto sono il Centro e il Sud America.

A causa della sua piccantezza per lungo tempo è stato accomunato, erroneamente, al pepe (Piper Nigrum), che è originario dell’India.

Il suo nome (Capsicum) è collegato al termine latino capsa, che significa contenitore; ciò è dovuto alla sua forma, che ricorda una piccola scatola che racchiude i semi. Il secondo termine con il quale è collegato il suo nome è di origine greca “kapto”, che significa “mordo, mangio molto avidamente”; riferendosi alla caratteristica di stimolare l’appetito.


- Introduzione -

La storia

Le proprietà

I peperoncini

Le leggende

Introduzione